È stato il primo annuncio della Virtus Roma targata 2019-20, quella che si appresta a calcare nuovamente i parquet della Serie A dopo la splendida scorsa stagione che l’ha incoronata regina del girone Ovest della Serie A2. Tommaso Baldasso è oramai da tre anni nella Capitale, arrivato diciottenne nel 2016 e subito adottato dall’ambiente virtussino, che lo ha visto crescere in campo e fuori fino a raggiungere un accordo per altri tre anni siglato due settimane fa. 

Abbiamo sentito Tommy entrando nel dettaglio dei suoi pensieri dopo la firma del nuovo contratto con la Virtus. 

 

Le prime sensazioni dopo la firma. 

«Sono contento del rinnovo perché è ciò che ho sperato appena finita la stagione scorsa e raggiunta la promozione avevo il desiderio di far parte del roster che avrebbe disputato la Serie A. Mi rende orgoglioso il fatto che anche la società volesse continuare con me e per questo le sono grato perché mi ha offerto la possibilità di rimanere qui tanti anni, con un contratto lungo e dimostrando di credere in me, cosa che aveva già fatto quando arrivai nel 2016. Questo mi rende felice, anche perché dal punto di vista tecnico mi dà la possibilità di mettermi alla prova a un livello ancora più alto».

 

Quanto sei cresciuto in questi tre anni dal punto di vista umano e tecnico?

«Essendo arrivato molto giovane credo che fosse quasi naturale una crescita sotto il lato caratteriale e umano, è di per sé parte di quanto succede a tutti a questa età. Dal punto di vista tecnico credo sia stato molto significativo per me aver avuto tre allenatori ognuno con il proprio modo di vedere la pallacanestro, di allenare, che quindi a loro modo sono riusciti a lasciarmi qualcosa arricchendomi. Aver poi fatto un anno i playoff, un anno i playout e uno di lotta per la promozione è stato un altro fattore importante perché ho vissuto tre fasi molto diverse tra loro che mi hanno permesso di capire al meglio vari aspetti del gioco, compresa la gestione della pressione».

 

Cosa significa l’esordio in Serie A?

«È un altro dei miei sogni che si realizza, uno dei più importanti. Sono emozionato al pensiero di giocare in un campionato così competitivo, credo la sensazione sarà anche più grande rispetto a quando passai dalla B alla A2, anche come impatto sul campo. Sarà infatti sicuramente una stagione dura e dovrò cercare di lavorare e impegnarmi ancora di più perché a livello tattico e fisico la differenza con i campionati che ho disputato finora sarà notevole».

 



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