There’s a dark cloud rising from the desert floor

I packed my bags and I’m heading straight into the storm

gonna be a twister to blow everything down

that ain’t got the faith to stand its ground

blow away the dreams that tear you apart

blow away the dreams that break your heart

blow away the lies that leave you nothing

but lost and brokenhearted

 

Forse per raccontare Alan Di Forte basterebbe raccontare gli innumerevoli sguardi della partita di Legnano o quelle strane sensazioni scambiate e raccontate prima di una partita o le chiaccherate su quella o quell’altra Virtus Roma (ne escono fuori personaggi olimpici ed altri destinati alla gloria eterna).

Alan è esploso di gioia a quel fischio finale, ma un po’ di più e con qualche cosa in più da raccontare e da levarsi dalle spalle e dal cuore, nulla di strano e nulla di incredibilmente particolare rispetto a quello che tutti i tifosi della Virtus Roma vogliono levarsi dalla mente, ma Alan prima che uno degli elementi della squadra è anche un suo tifoso e dunque l’addizione è presto fatta.

C’è un’altra cosa: Alan è una brava persona. E le brave persone sono rare da trovare a questo mondo.

Ed un’altra: ha gusti chiari e su cui difficilmente scende a compromessi. Per esempio potrebbe essere bello confutargli qualunque cosa su Bryant o su qualunque dei suoi “eletti”.  Di musica c’è terrore nel confronto.

Anche per lui, essere un tifoso della squadra per cui si lavora: non è mai una cosa facile. Quando emozione si mischia con lavoro, ti fa sentire protagonista di un privilegio ed allo stesso tempo di un’aspettativa ancora più grande. E rispetto a tutti quanti gli altri devi avere un filtro forte ed abbastanza grande da poter far scivolare addosso tutto quello che si dice e che accade intorno, soprattutto nei momenti bui.

E con la divisa di Roma indosso di momenti bui Alan ne ha visti e probabilmente se li ricorda tutti, come anche i momenti belli. E nei momenti belli e quelli bui sono ben chiari i capisaldi: Pink Floyd nell’orecchio, i Queen (anche se con quel film glieli hanno resi un po’ troppo “commerciali”) e poi Bruce Springsteen.

Nelle cuffie di Alan ci sono note immortali ad allietare od a consolare il prima od il dopo di una partita. Note immortali che permettono ai momenti passati di restare immortali, nella sua mente. Per poi magari tirarli fuori tra una decina di anni, di fronte ad una cena.

Una brava persona, Alan. Una in grado di poterti dare sempre una mano. Un animo gentile, pignolo ma davvero gentile. Una parte importante di questa Virtus e di Roma, necessaria.

Chissà se ci sono cani che guaiscono sulle vie di Roma e quali sono i momenti che Alan ha deciso di tenere nelle sue mani per sempre, forse per quegli ultimi secondi a Legnano, forse quelli prima o forse quelli subito dopo, è tutto un viaggio verso una terra “promessa”.

Una persona a cui per tanto e troppo, grazie.

Edoardo Caianiello

 



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