“Amanti e pazzi han sì ardenti cervelli a sì inventive fantasie,
ch’essi crean più che la fredda ragion possa intendere.
L’amante, il pazzo e il poeta hanno la stessa fantasia.”

 

Quanto è difficile descrivere cosa sono stati Henry Sims e Nic Moore nel corso di questa stagione, per la Virtus Roma. Era estate e la stagione stava per cominciare, una notizia aveva infiammato i cuori e le menti dei tifosi: si torna al Palazzo dello Sport dell’Eur, proprio lì, proprio a casa.

Lo sappiamo tutti come è l’estate: circolano nomi, corrono speranze e mai come la scorsa estate, per via delle promozioni dirette e per via di quel ritorno a casa, crescono le aspettative. Stare in A2 ti insegna un sacco di cose, una di queste è che la scelta degli americani è fondamentale.

La Virtus Roma ha scelto: Nic Moore ed Henry Sims. Ecco, le reazioni in seguito alla firma dei due non si possono riportare, sia che siano in dialetto romano, sia che siano state espresse nell’italiano più forbito. Due assi, due veramente forti, che dal momento successivo al loro arrivo fanno volare la squadra nelle classifiche estive, due che fanno diventare Roma la favorita o meglio, una delle.

Vederli vicino fa sorridere, il più classico degli articoli “il”: Moore piccolo e tosto mentre Sims è lungo e tanto grosso. Due corpi, due messaggi, due modi diversi di accendere la fantasia di un tifoso.

Moore non è alto (anche se ha un braccio grosso come un prosciutto) e questo suo non essere gigante lo avvicina immediatamente non tanto a quelli con qualche annetto in più ma ai bambini. Perché proprio a loro? Perché lo vedono più vicino di quanto qualsiasi altro giocatore possa essere e se poi è uno dei più forti, la somma si tira facilmente da sé.

Chiunque abbia giocato a basket e nei segni particolari della Carta d’identità non ha scritto “Altezza”, sa perfettamente quale è una delle prime frasi od “osservazioni” con le quali dovrà convivere per tutta la vita, magari alla prima uscita con una ragazza che di basket non sa nemmeno le consonanti, ed è la seguente: “Non bisogna essere alti per giocare a basket?”.

No. Ed uno come Moore, con quel cappellino indosso, dalla prima amichevole al Tellene sino al salotto di Casa Virtus, è una parola di conforto per tantissimi bambini, che magari diventeranno altissimi ma magari anche no, ma che ora sono solo bambini e che in attesa di qualche centimetro in più, hanno di gigantesco, per fortuna, al momento, solo i sogni.

Ecco, per Henry Sims non c’è mai stato il rischio di sentirsi fare quella famosa domanda. Grosso, lungo, con due piedi infiniti, grossi come un bambino di otto o dieci anni. E c’è una foto che lo testimonia, quella di un bambino che in dono dal suo lungo ha appena ricevuto la sua scarpa: una foto meravigliosamente tenera.

Ecco, il ragazzone di Baltimora è l’esatto opposto del suo compagno di squadra Moore. Lui rappresenta non la normalità di un sogno ma il come le menti hanno sempre immaginato la pallacanestro: tanto grossi da sembrare quasi irraggiungibili. Quelli che nella testa di chi del basket non conosce le vocali ha problemi a trovare le scarpe, a trovare letti delle sue dimensioni, che dentro casa è sempre quello che prende la cosa dallo scaffale più alto, che con la testa rompe le lampadine.

Per la Virtus Roma qualcosa in più: è “The Hammer” (come lo ha soprannominato Alessio Teresi), quello a cui dare la palla quando pesa, quando va schiacciata dentro il canestro, è anche un po’ Django , capace di liberare dalle catene della A2, la Virtus Roma. E’ il muro da superare per gli avversari, per andare a canestro, è il fratello maggiore che va a parlare con chi alza voce con i propri compagni, è quello che non devi far arrabbiare.

Uno alto ed uno basso, tra alti e bassi, tra questione di cuore e questioni di testa. E così sta al cuore ed alla coscienza di ogni tifoso giudicare, se e come le stagioni di Moore e di Sims siano state positive o meno, quanto e come abbiano giocato bene o abbiano giocato male, quanto il cuore li porterà con sé, quanto la testa li terrà al suo interno.

Quanto, in questa stagione, sono e rimarranno, due meravigliosi sogni di mezza estate.

Edoardo Caianiello

 

Il video integrale con i sottotitoli in italiano:



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