Torna #LaMiaVirtus, la rubrica nata per condividere storie, aneddoti ed emozioni targate Virtus!

Per l’undicesimo appuntamento, pubblichiamo il racconto di Luca.

 

6 Giugno 2013. Il giorno precedente era stato il giorno della passione virtussina: alle 15 apriva la prevendita per gara 7 contro Cantù, dopo che il 4 giugno Phil Goss ci aveva fatto urlare davanti al televisore per l’epilogo di gara 6.
Sono le 14.00 e sono già davanti alla biglietteria vicino al mio ufficio, ma da lì non uscirà neanche un tagliando: viene dichiarato il sold out.

Il giorno seguente riprovo, perché voglio esserci a tutti i costi. Esco dall’ufficio e, tra me e me, nasce l’idea malsana di passare al palazzetto speranzoso di poter trovare quei benedetti biglietti. Al mio arrivo, vedo che siamo circa venti persone in attesa dell’apertura del botteghino e chiediamo, con il timore di chi non vuole mancare alla partita che vale una stagione, se fossero disponibili dei tagliandi per gara 7. Dopo qualche secondo di silenzio, arriva una risposta da una voce decisa e serena: “Quanti siete? Venti? Tranquilli, i biglietti ci sono per tutti!” A quel punto, per la gioia, nasce l’applauso spontaneo rivolto a noi stessi per averci creduto e aver ottenuto quanto volevamo.

Il resto è storia e brividi: “la squadra che non c’era” gioca la miglior partita della stagione trascinata da un palazzetto infuocato in ogni suo settore. Di fatto è una partita senza storia e ho ancora i brividi al ricordo dello striscione di Gigi spiegato e trionfante in quel Palazzetto. Phil e Jordan sono abbracciati sul tavolo degli arbitri, Peter e Olek esultano e festeggiano con chiunque gli passi a tiro, mentre Lollo e Tonno sono commossi come tutti noi. Bobby, Bryan e Gani sembrano quasi storditi per una così esuberante festa che a Roma non si vedeva da tempo. Una delle emozioni più belle è stata quella dell’ inno cantato ripetutamente a squarciagola. Da tutti.

Questa è la Virtus Roma, la mia Virtus, la nostra Virtus. Ognuno nello sport vive degli eventi a modo suo: chi crede sempre che la vittoria sia dovuta e scontata e non la apprezza mai, riuscendo a gioire solo se la propria squadra arriva fino in fondo e alza il trofeo e c’è chi, come noi, riesce a rendere un evento “quell’evento”, imprimendolo nella memoria e scrivendolo nella storia da tramandare alle future generazioni di tifosi, anche se non coincide con la conquista di un trofeo. Quel match contro Cantù io, noi, lo ricorderemo per sempre!

Daje Virtus!

 

Per partecipare, scrivete a mediahub@virtusroma.it: ogni settimana condivideremo una storia sui nostri canali ufficiali.

#VirtusIsComing



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