Torna #LaMiaVirtus, la rubrica nata per condividere storie, aneddoti ed emozioni targate Virtus!

Per il quinto appuntamento, pubblichiamo il racconto di Fulvio.

 

Era il marzo del 2006 e all’epoca giocavo a pallacanestro con le giovanili di una piccola squadra, nella categoria Under 14. Non eravamo una squadra forte e ben strutturata, ma eravamo il miglior gruppo che potesse esistere, a mio parere: passavamo quanto più tempo possibile insieme, soprattutto fuori dal campo.

Il nostro allenatore era amico di uno dei dirigenti della Lottomatica Virtus Roma e un giorno ci disse che ci avrebbe portati al PalaLottomatica a vedere una partita di Serie A dal vivo, con alcuni tra i migliori giocatori del basket europeo. I miei genitori, come anche quelli dei miei compagni di squadra, ci pagarono il pullman per permetterci di andare a vedere la partita e vivere l’ennesima nuova esperienza insieme.

Ricordo che la mattina della gara fui rimproverato più volte dalla professoressa perché ero con la testa tra le nuvole, ansioso di vivere la prima partita dal vivo della mia vita. Per tutto il viaggio parlammo di come sarebbe stata la partita e di chi di noi avrebbe un giorno giocato in Serie A (nessuno ci è mai riuscito, ovviamente). Giunti al parcheggio antistante il Palazzo dello Sport, rimasi colpito dalle persone che affluivano verso l’ingresso e dalle ripetute frasi “Questo è l’anno buono!”, “Quest’anno non ci batte nessuno!”. Mi sentivo abbastanza ignorante in materia, ma l’atmosfera mi coinvolgeva sempre più e non vedevo l’ora di entrare.

Una volta all’interno, rimasi a bocca aperta per la bellezza del PalaLottomatica e per quanta gente fosse presente. L’avversaria era Treviso, squadra che aveva, tra gli altri, Bargnani e Soragna e quell’anno vinse lo scudetto, eliminandoci senza pietà in semifinale. Noi eravamo seduti vicino la Curva Ancillotto e fummo subito contagiati dal calore dei tifosi, diventando tutti “piccoli ultras” della Virtus. Io mi innamorai di Bodiroga che chiuse quella gara con 15 punti e 2 assist: un talento che avrebbe potuto illuminare il Palazzo qualora fosse venuta a mancare la corrente elettrica; Hawkins era davvero forte e il suo strapotere fisico era letale per gli avversari; Tonolli, Giachetti, Righetti e Ilievski erano dei grandissimi giocatori con uno spessore unico e la Virtus di coach Pesic vinse 75-72 una gara mozzafiato. Che esperienza! Quello che dicevano i tifosi prima dell’inizio della gara pensavo fosse vero e che quella Virtus era da scudetto. Vista la vittoria del campionato di Treviso, un po’ di rammarico resta, perché poteva essere la nostra. Quella fu la prima di tante partite vissute con i miei compagni di squadra.

Sono passati 13 anni da quel giorno e io non ho mai smesso di sostenere la Virtus. Ora non manco mai a nessuna gara, sicuro che torneremo dove meritiamo di stare.

 

Per partecipare, scrivete a mediahub@virtusroma.it: ogni settimana condivideremo una storia sui nostri canali ufficiali.

#VirtusIsComing



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