Torna #LaMiaVirtus, la rubrica nata per condividere storie, aneddoti ed emozioni targate Virtus!

Per il secondo appuntamento, pubblichiamo il racconto di Diego.

 

Correva l’anno 2005 ed era il mese in cui la Lottomatica Roma si giocava il pass per la finale scudetto.

Indelebile nella mia memoria la gara 4 della semifinale contro la Fortitudo Bologna, vissuta intensamente e con il cuore il gola nel settore A12 dell’allora Palalottomatica per tutti e 40 minuti effettivi di gioco. Ricordo tutto di quella giornata: la notte insonne dovuta alla tensione pre-gara, la sveglia che segnava le ore 06:00 del mattino quando in realtà avrebbe dovuto “suonare” alle ore 08:00; il mio primo pensiero, “la Virtus”, che tra l’altro era stato anche il mio ultimo la sera precedente, prima di addormentarmi; mio padre e mio fratello, con cui ho condiviso quella giornata, euforici come me e desiderosi di portare il proprio contributo alla causa attraverso urla, battiti di mani e fischi (per gli altri, ovviamente); il Palalottomatica strapieno: non c’era un posto libero, tutti gli anelli mostravano un mare mosso di sciarpe giallo-rosse-blu!

Agli ordini del nostro coach Pesic, una squadra composta da italiani (Tonolli, Giachetti, Righetti, Garri, Bonora), da statunitensi (Edney, Hawkins), argentini (Sconocchini), australiani (Helliwell), e ancora Van Den Spiegel, Barton, Tusek, ma tutti Virtussini! È il sentirsi virtussini che fa la differenza, essere un tutt’uno con la gente, portare al di là degli ostacoli il proprio cuore per la maglia e per la città: tutti i ragazzi in campo lo dimostravano ad ogni match.

#LaMiaVirtus

Arrivammo ad avere un vantaggio di +19, sembrava fatta, pensavo tra me e me! E invece, come lo sport e il basket insegnano, non è mai finita, neanche quando lo sembra. Bisogna lottare fino alla fine! La Fortitudo si riportò sotto, arrivò a pareggiare e ad allungare, arrivando così all’ultimo centesimo di secondo con un vantaggio di +3 sulla Virtus. Ed è proprio di secondi, di centesimi che voglio parlare, quando la palla giunge al nostro Giachetti che per pareggiare i conti prova la tripla, non va, ma subisce fallo. Gli arbitri consultano l’instant replay ed assegnano 3 tiri liberi a cronometro 00:00. Ecco, quei secondi non sono durati poco, sono durati una vita. La pressione era palpabile ed era tutta nelle mani del nostro Jacopo. Il primo tiro libero va a segno, 61-63. Il secondo finisce sul secondo ferro e torna rimbalzando in mano al nostro play. Il boato del Palazzo fu pazzesco, struggente, ma colmo di orgoglio per una stagione positiva ed una gara disputata a testa altissima contro una Fortitudo che si presentò alla finale scudetto per la 6^ volta consecutiva. Per la cronaca, il terzo ed ultimo tiro libero andò a segno, portando così il risultato finale sul 62-63.

Oggi, come allora, continuo a vivere la magia dell’essere virtussino ogni domenica, comunque vada! Grazie Virtus!

 

Per partecipare, scrivete a mediahub@virtusroma.it allegando anche delle immagini (se presenti) ed un titolo: ogni settimana condivideremo una storia sui nostri canali ufficiali.

#VirtusIsComing



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