I tifosi sono l’anima della Virtus.

È un concetto che ripetiamo spesso, consapevoli del ruolo centrale giocato dalla tifoseria in ogni momento della storia Virtus. Come in un matrimonio, diremmo “nella gioia e nel dolore”.

È per questo che vogliamo dar voce a voi, alle vostre storie e ai vostri aneddoti, attraverso #LaMiaVirtus: qual è stato il momento più emozionante di questa storia d’amore? Quale ricordo vi torna in mente quando pensate alla Virtus Roma?

Siamo tutti protagonisti di una grande storia da raccontare.

Scriveteci, allegando anche delle immagini se presenti ed un titolo, a mediahub@virtusroma.it: ogni settimana ne condivideremo una sui nostri canali ufficiali. Oggi, cominciamo con Andrea!

 

VIRTUS, ABBIAMO UNA SEMIFINALE (E UN PARKER!)

Tardissima Primavera del 2003.

Avete presente quei luoghi di cui avete sempre sentito parlare bene, o addirittura in modo estasiato, ma in cui non siete mai stati o arrivati?

Bene, la Virtus Roma edizione 2002-03 “griffata” Lottomatica arrivò in Semifinale Scudetto dopo ben 11 anni e tale risultato rappresentava per la mia generazione, quella dei nati nella seconda metà degli anni ‘80, il tanto ambito (e molto sospirato) atterraggio nell’olimpo del basket Italiano (nonché del Tabellone Play-Off): insomma, un luogo stupendo di cui avevamo solo sentito parlare.

Nel 1992 eravamo impegnati con PlayMobil e Lego per mettere a fuoco la semifinale dell’allora Messaggero Roma: questa volta invece a fuoco l’abbiamo messa, e pure di brutto.

L’avversario era la Skipper Fortitudo Bologna di Pozzecco e Basile, tanto per citarne due random. Gara 1 e Gara 3 furono giocate in un “bollente” (in ogni senso) Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano di sabato pomeriggio: uscita da scuola, anche se non escludo di avere fatto “sega” per allentare la tensione, Fermata Flaminio Metro A e poi il 2 fino al Palazzetto. Gara 2 e Gara 4 al PalaDozza, con la serie in parità e i fattori campo sempre rispettati. Si arriva, quindi, all’incubo chiamato Gara 5, disputata all’ora di cena in infrasettimanale a Viale Tiziano: il sogno Tricolore si spense in modo “masochista“ con la serie vinta dalla Fortitudo Bologna 3-2 .

Ma qualcosa era cambiato. Questa Season 2002-03 ha rappresentato il primo mattone della Storia Moderna della Pallacanestro Virtus Roma 1960, un cambio di rotta evidente.

Era la Lottomatica Virtus Roma di Myers, di un Tusek che fu commovente e rovente in quella serie, di Orazio Jenkins che era sia elettricista che playmaker, di un Daniel Santiago dominante sotto i tabelloni e di un Alex Righetti chirurgico da 3; ovviamente c’era il Tonno, un Bonora con un minutaggio non elevato in quella serie e, “last but not least”, Anthony Parker: un marziano di passaggio a Settebagni. A completare il roster anche Zanelli e il “mitico” Max Monti .

E indovinate chi era il coach? Un certo Piero Bucchi. Corsi e ricorsi storici… Ma confidiamo in una sterzata, magari con sgommata, del karma, please. Forza Virtus!

PS: allego foto biglietti. Ovviamente solo Gara 1 e Gara 3. Gara 5 non si è mai giocata.

#VirtusIsComing



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